Nel segno di Mario De Nigris

Quelli di De Nigris sono i tramonti senza sole, virati sul celeste che diventa viola, con il mare che sfuma verso il blu, quelli con la luce che viene e trapela dall’alto, dalla sinistra della tela e che coglie i raggi provenienti da occidente, da nord ovest. Sono i colori di Pasquale e Raffaello Celommi, che dipingevano le albe, ma sono stati anche i primi a trasporre sulla tela le ultime luci del giorno lungo le spiagge dell’Adriatico, tra Otto e Novecento. Le ultime luci violette, i toni violacei e celesti, tra mare, cielo e arenile; quelle che anche De Nigris ha visto come i suoi predecessori rosetani e che riesce ad aggiornare e interpretare nuovamente, usando il linguaggio della sintesi, e soprattutto dell’evocazione poetica e percettiva allo stesso tempo, che racconta ciò che vede dopo averlo interiorizzato e vissuto emotivamente.

La mostra “Nel segno di Mario De Nigris” è stata curata da Alberto Melarangelo, Massimiliano Donatiello e Luigi La Bella, in essa una selezione di opere del maestro che descrivono lo sviluppo della sua attività pittorica, dai borghi dal tratto distinto raccontati con durezza ai dolci paesaggi dai colori pastello.

La mostra è stata aperta al pubblico 28 aprile al 7 maggio 2022.

Guide l’eccezione durante i giorni di apertura sono stati i ragazzi del Delfico-Montauti.

Celano: Castello Piccolomini, 1957

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Penna, 48x33