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Dipinti e affreschi nella Villa Capuani-Celommi di Torricella Sicura
I lavori di restauro pittorico eseguiti sui soffitti e le pareti sono stati conclusi nel 2008.

Nel soffitto del salone, quello più importante, è presente, nella zona centrale, un bel dipinto a tempera di autore locale, raffigurante, in maniera allegorica, La primavera.
Nelle altre stanze si ammirano volte decorate con gusto di grande suggestione.
L’autore, Vincenzo Sardella (Teramo 1870), pittore e decoratore attivo
nel teramano ha sicuramente offerto qui una delle sue migliori
prestazioni. Si tratta di lavori di pregio che conferiscono valore
all’immobile storico e lo connotano come uno dei palazzi più
interessanti del territorio provinciale.
Vincenzo Sardella
Vincenzo Sardella (Teramo, 1870) fu pittore, decoratore e calligrafo.
Formatosi alla scuola di Gennaro Della Monica, si fece conoscere e
apprezzare sul finire dell'Ottocento per le bellissime insegne
commerciali e le vetrine dei negozi. Esordì appena sedicenne
ridipingendo gli ambienti del caffè della Stazione. La suoi fama è
legata però, soprattutto, a due opere realizzate a Teramo nei primi
anni del Novecento: i dipinti della chiesa dell'Annunziata e di villa
Blandìna.
A lui sono attribuibili una decorazione con una divinità frugifera –
Flora o Pomona – che per la composizione richiama la posa dell’Eterno
michelangiolesco della Cappella Sistina, e i numerosi “paesaggini”
incastonati tra le varie decorazioni o messi come sovrapporte. Essi
rappresentano la negazione di ogni precetto e ogni tradizione in favore
della poesia della vita di ogni giorno che deve molto alla cosiddetta
“Scuola di Posilippo” fondata a Napoli nella seconda metà dell’800
intorno alle figure di Gigante e Pitloo. Le loro scelte disancorate da
ogni tendenza metafisica, veicolate da artisti teramani di formazione
napoletana, furono certamente conosciute nella nostra terra e
determinarono delle scelte nate da un’istanza di rinnovamento a cui fu
sensibile, almeno nelle scelte di gusto, il nostro affrescatore.
Maria Profeta De Giorgio, Notizie dalla Delfico, A. XVI (2002), 3, pgg. 6-17
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