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Dipinti e affreschi Villa Capuani-Celommi PDF Stampa E-mail
Scritto da web_master   
Saturday 14 November 2009

Dipinti e affreschi nella Villa Capuani-Celommi di Torricella Sicura

I lavori di restauro pittorico eseguiti sui soffitti e le pareti sono stati conclusi nel 2008.


 

 

Nel soffitto del salone, quello più importante, è presente, nella zona centrale,  un bel dipinto a tempera di autore locale, raffigurante, in maniera allegorica, La primavera. 

 

 

 

 

Nelle altre stanze si ammirano volte decorate con gusto di grande suggestione.

 

 

L’autore, Vincenzo Sardella (Teramo 1870), pittore e decoratore attivo nel teramano  ha sicuramente offerto qui una delle sue migliori prestazioni. Si tratta di lavori di pregio che conferiscono valore all’immobile storico e lo connotano come uno dei palazzi più interessanti del territorio provinciale.


Vincenzo Sardella

Vincenzo Sardella (Teramo, 1870) fu pittore, decoratore e calligrafo. Formatosi alla scuola di Gennaro Della Monica, si fece conoscere e apprezzare sul finire dell'Ottocento per le bellissime insegne commerciali e le vetrine dei negozi. Esordì appena sedicenne ridipingendo gli ambienti del caffè della Stazione. La suoi fama è legata però, soprattutto, a due opere realizzate a Teramo nei primi anni del Novecento: i dipinti della chiesa dell'Annunziata e di villa Blandìna.
A lui sono attribuibili una decorazione con una divinità frugifera – Flora o Pomona – che per la composizione richiama la posa dell’Eterno michelangiolesco della Cappella Sistina, e i numerosi “paesaggini” incastonati tra le varie decorazioni o messi come sovrapporte. Essi rappresentano la negazione di ogni precetto e ogni tradizione in favore della poesia della vita di ogni giorno che deve molto alla cosiddetta “Scuola di Posilippo” fondata a Napoli nella seconda metà dell’800 intorno alle figure di Gigante e Pitloo. Le loro scelte disancorate da ogni tendenza metafisica, veicolate da artisti teramani di formazione napoletana, furono certamente conosciute nella nostra terra e determinarono delle scelte nate da un’istanza di rinnovamento a cui fu sensibile, almeno nelle scelte di gusto, il nostro affrescatore.

Maria Profeta De Giorgio, Notizie dalla Delfico, A. XVI (2002), 3, pgg. 6-17

 

Ultimo aggiornamento ( Saturday 14 November 2009 )
 
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