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Pasquale Celommi - Le Opere In evidenza

Vedi anche "L'arte di Pasquale Celommi" di Fulvia Celommi

Vedi anche "Biografia di Pasquale Celommi" di Gente d'Abruzzo

Vedi anche "La pittura di Pasquale Celommi" di Cesira Cocuzzi

Pasquale Celommi

Pasquale Celommi nasce a Roseto degli Abruzzi il 6 gennaio 1851 ed ivi muore il 9 agosto 1928. Suo padre Ilario, pescatore, inizia, fin da piccoli, i suoi quattordici figli al lavoro della pesca; Pasquale, così, ancora giovinetto, ha modo di osservare da vicino l’affascinante mondo dei pescatori, fatto di gente umile ma forte che tanto amerà proporre come soggetti delle sue marine.

Fin da bambino, rivela notevoli doti artistiche, tanto che un magnate rosetano, Camillo Mezzoprete, decide di finanziare i suoi studi presso la rinomata Accademia di  Belle Arti di Firenze. Va ricordata, inoltre, un’iniziativa del Municipio di Montepagano in suo favore: una deliberazione del Consiglio comunale del novembre 1869, gli accordò “£ 30,00 per una sol volta a titolo di sussidio per compera di colori”, visto che “in pochi anni ha fatto grandi e notevoli progressi nella pittura perché dalla natura dotato di un ingegno sublime per essa”. Il soggiorno fiorentino di Pasquale Celommi dura ben dieci anni, dal 1873 al 1883, quando, desideroso di tornare tra la gente, i colori e i profumi della sua terra, abbandona Firenze e le pinacoteche della Toscana e dell’Umbria per tornare in terra natia.

Da quel momento inizia la produzione più interessante, ma soprattutto ispirata, del giovane artista che viene apprezzato dalle più note famiglie aristocratiche che fanno a gara per avere i suoi dipinti. Nel suo studio di fronte al mare, l’artista lavora instancabilmente seguendo il suo estro, senza lasciarsi mai irretire nelle maglie di nessuna scuola. Vediamo, così, nei suoi quadri, gente umile come L’Operaio Politico, Il Ciabattino, La Lavandaia che vengono avvolti di una luce quasi soprannaturale che aiuta ad inquadrare  psicologicamente i soggetti e a conferire magia ai semplici gesti della quotidianità. Non a caso Pasquale Celommi e il figlio Raffaello,  suo discepolo, passano alla storia col nome di “Pittori della luce”. L’attenzione dell’artista, però, non si rivolge solo a tematiche sociali, ricordiamo infatti opere di carattere religioso quali La Crocefissione e La sacra famiglia, quest’ultima conservata presso la chiesa di S. Maria Assunta di Roseto degli Abruzzi. La produzione del nostro artista fu vastissima; nel 1928, quando settantasettenne morì, le sue opere avevano già varcato i confini della nostra nazione per essere apprezzate in Austria, in Inghilterra, in Germania, in America ed anche in Giappone dove l’Imperatore volle a Palazzo due monumentali opere dell’artista.

La Città di Roseto degli Abruzzi conserva un ossequioso ricordo del suo artista e, nella pinacoteca, presso la Villa comunale,  offre al pubblico intense emozioni attraverso le seguenti opere:

Il Ciabattino, olio su tela, cm 63x105, datato 1895

Nellina, olio su tela, cm  66,5x111, sd

Nel campo di lino, olio su tela, cm 137x223, sd

Aurora, olio su tela, cm 132x216, sd

Ritratto di donna, olio su tela, cm 49x67

Ritratto di uomo, olio su tela

Ritratto di donna (Il segreto), olio su tela

Vendemmia (Primi approcci), olio su tela

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